La generosità delle aziende garantisce la mobilità ai disabili

pulminoUn forte senso civico assieme a passione e altruismo ha spinto trentadue aziende produttive della nostra città a donare due pulmini ai Servizi Sociali. Il primo mezzo è stato presentato e consegnato martedì mattina alla presenza del Sindaco Marco Alparone e del nostro assessore ai Servizi Sociali Roberto Boffi. I nuovi mezzi saranno utili nel corso del prossimo biennio per accompagnare le persone affette da disabilità dalla loro abitazione alle strutture di assistenza o a scuola. A tutte loro l’Amministrazione comunale ha consegnato un attestato di ringraziamento per la loro generosità, un gesto che sarà sicuramente apprezzato da chi guiderà e utilizzerà ogni giorno quei pulmini. Un risultato così soddisfacente è stato possibile grazie alle aziende del territorio, all’Amministrazione comunale e a Pmg Italia.

PUAD: Punto Unico di Accesso per Persone con Disabilità

Il Punto Unico di Accesso per Persone con Disabilità nella fascia 0-18 anni.

La presa in carico globale della persona con disabilità è un tema centrale per il futuro delle politiche sociali.

Il principale riferimento legislativo da prendere in considerazione è la legge 328 del 2000, dove, all’articolo  14, si afferma che:

  • Per realizzare la piena integrazione delle persone con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nell’ambito della vita familiare e sociale, nonché nei percorsi dell’istruzione scolastica o professionale e del lavoro, i comuni, d’intesa con le aziende sanitarie locali, predispongono, su richiesta dell’interessato, un progetto individuale, secondo quanto stabilito al comma 2.
  • Nell’ambito delle risorse disponibili in base ai piani di cui agli articoli 18 e 19, il progetto individuale comprende, oltre alla valutazione diagnostico-funzionale, le prestazioni di cura e di riabilitazione a carico del servizio sanitario nazionale, i servizi alla persona a cui provvede il comune in forma diretta o accreditata, con particolare riferimento al recupero e all’integrazione sociale, nonché le misure economiche necessarie per il superamento di condizioni di povertà, emarginazione ed esclusione sociale. Nel progetto individuale sono definiti le potenzialità e gli eventuali sostegni per il nucleo familiare.

Il PUAD dunque come modalità di accesso ai servizi che concretizza l’idea di un progetto di vita globale e multidisciplinare per le persone con disabilità.

Oggi la famiglia di una persona con disabilità si deve rivolgere a più soggetti (pediatra, neuropsichiatra, educatore, insegnante di sostegno, altre figure professionali ecc.): ognuno di loro costruisce il progetto che ritiene più funzionale per il benessere e la crescita della persona che ha in carico; sebbene tutti questi progetti siano professionalmente validi in sé, spesso non sono sinergici, se non parzialmente, in alcuni casi anche antitetici. L’idea è ribaltare la costruzione dei progetti, aiutando tutti i professionisti ad incontrarsi per costruirne uno insieme.

Attraverso dei protocolli operativi con ASL, Aziende Ospedaliere, Neuropsichiatria, Istituiti Scolastici e Comune, la famiglia avrà un unico punto di accesso per richiedere la costruzione di un progetto di vita per il proprio figlio. L’Assistente Sociale e uno psicologo coordineranno tutte le figure professionali chiamate all’assistenza della persona con disabilità ed insieme costruiranno un progetto globale e multidisciplinare che verrà periodicamente verificato da tutti i soggetti che l’anno redatto. Verrà così a crearsi un dossier unico, che raccoglierà tutta la documentazione relativa alla persona e sarà la banca dati che consentirà al progetto di avere un approccio globale.